
Gli Alzheimer Caffé, nati nel 1997 da un’idea del medico olandese Bère Miesen, sono luoghi sicuri dove le persone con demenza, i loro familiari e i caregiver professionali si possono incontrare in modo informale e trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente e centrata sull’ascolto. Possono così mantenere vive le relazioni sociali, combattere l’isolamento e lo stigma che li circonda, spezzare la faticosa routine dell’assistenza, parlare dei propri problemi e delle strategie trovate per risolverli, conoscere meglio la malattia.
Seven Arts collabora con i Caffè Alzheimer avviati dalla cooperativa Esserci di Torino in alcuni locali del territorio gestiti dalla cooperativa stessa in cui vengono proposti incontri di stimolazione cognitiva rivolti a persone anziane e supporto ai loro familiari.

L’intervento di stimolazione cognitiva avviene utilizzando quelle che vengono catalogate come terapie non farmacologiche (TFN) per le demenze. Non esistendo al momento terapie farmacologiche efficaci, né in ambito preventivo e neanche in quello curativo, in grado di modificare il decorso della malattia vi è sempre un maggior utilizzo in questo contesto clinico delle TNF. Esse sono dirette alle persone affette da demenza, ai loro familiari e ai vari operatori che lavorno con questa patologia, non hanno effetti collaterali.
Gli incontri di stimolazione cognitiva sono svolti di gruppo per evitare l’isolamento e favorire la socializzazione . Tutti gli incontri, secondo una modalità affinata in questi anni di lavoro, prevedono uno schema strutturale fisso e riconoscibile (lavoro sulla ripetizione) declinato a seconda della disciplina del professionista che conduce. Si prevedono interventi con:

Terapie Espressive. Approcci basati sull’uso creativo di espressione artistica e musicale come mezzi per favorire il benessere emotivo, psicologico e fisico dei partecipanti. L’attività di terapie espressive si basa sull’impiego mirato di due strumenti fondamentali:
– la Musicoterapia: la musica facilita il riaffiorare di ricordi autobiografici, favorisce la socializzazione e il movimento fisico, incide in modo positivo sugli aspetti comportamentali e psicologici, allieva il senso d’apatia e di depressione, influisce sugli stati di agitazione. L’utilizzo di strumenti musicali favorisce la coordinazione motoria, la gestualità, la manualità fine.
– l’Arteterapia: grazie all’utilizzo del linguaggio simbolico e non verbale rende più accessibili i vissuti e le emozioni delle persone con demenza nelle quali la patologia compromette l’espressione verbale.

Terapia occupazionale. Si basa sull’utilizzo delle attività di vita quotidiana coinvolgendo la pesona in queste attività significative, aiutandola a mantenere il massimo grado di autonomia. Fornisce gli strumenti per adattarsi alle conseguenze fisiche, psicologiche o sociali della malattia, migliorando, così, la qualità della vita.

Attività motoria e yoga. Per mantenere e migliorare l’autonomia nelle attività di vita quotidiane, e la funzionalità in generale. Sono previste gite culturali e ricreative per supportare le capacita residue sia cognitive che relazionali.
